giovedì 21 agosto 2008

Cellule o sedimenti?





Il mese di luglio l'ho iniziato con un'immagine delle bolle su fondo verde/azzurro, ora termino agosto con queste immagini di bolle su fondo rosso, realizzate ieri sera...
Quel che mi affascina in tali immagini è la sensazione quasi "tattile" delle bolle di diverse dimensioni, che costituiscono una specie di sedimento (come sassolini bianchi) o piccoli corpuscoli che nuotano nel nostro sangue, assumendo sempre posizioni nuove in base a come viene girata la diapositiva...
Soprattutto la prima fotografia mi ricorda alcuni quadri contemporanei, dove la linea netta orizzontale divide la terra dal cielo, una sensazione di quiete, seppur instabile. Mi immagino che se potessi camminare su quel terreno di bolle probabilmente sprofonderei all'interno...

Ciò che consideriamo più pesante solitamente, spinto dalla legge di gravità, va a fondo e viceversa... ma nelle diapositive seppure le bolle più leggere vanno verso l'alto vengon poi proiettate ai nostri occhi al contrario... ecco quindi che la cosa più leggera diventa più pesante, perdendo il suo contesto ed assumendo nuova forma, nuovo valore... metafisica, o semplice immaginazione?
ecco come un semplice strumento ed esercizio può portare a nuove considerazioni della realtà.

sabato 2 agosto 2008

Anelli concentrici



Ho diverse foto di tronchi d'albero, fotografare la natura è relativamente facile, è un insieme di forme e colori, è bella senza nulla da aggiungere...

A questa immagine posso associare questa poesia:

Mi sembra di guardare
tutti gli anni della mia vita
che concentrici si espandono
ed ipnotici si assottigliano
quando l'età si è più patita.
Come il cuore che ad ogni battito
si contrae e poi si espande
il tronco che qui scorgo
è come una divinità immanente
ed io mi perdo ad immaginare
forme, paesaggi e grandi attori
di una storia naturale
che ha per protagonisti voi lettori.

Tramonto tunisino



Durante le vacanze di Natale i miei zii mi hanno fatto un bel regalo portandomi con loro in Tunisia...
Questo è uno dei tramonti che ho potuto ammirare al limitare del deserto.

Qui vi riporto una poesia che ho scritto osservando quest'immagine:

Che colore, che tonalità avvolgente
si affaccia ora alla mia mente,
attraversa spazi, profondità sconfinate
annerisce montagne, scurisce vallate,
dipinge l'anima di intensa melodia
è il profondo cielo della Tunisia,
che ricorda deserti e territori lontani
nuvole rosse che come grandi mani
solcano il mondo intero con passione
ed oltrepassano il confine della nostra ragione.

venerdì 1 agosto 2008

Metamorfosi



Anche questa foto, scattata ormai circa 4 anni fa, è nata "improvvisamente" provando a proiettare l'ombra del cestino di plastica (quel tipico cestino dove dentro solitamente si tengono le mollette per stendere, avete presente?) sulla mano di mia sorella... Non mi sembrava vero che si fosse formata una tale immagine! Era ancora una foto scattata con rullino in bianco nero e stampata con l'ingranditore, serviva per l'esame di fotografia...
Ancora una volta l'ombra ricorda la forma di una ragnatela...
Del significato della ragnatela ne ho già parlato nel post "ragnatele rosse", ma qui la particolarità è che tale simbolo è associato all'immagine di una mano...

Spesso sento dentro di me il desiderio di agire, di poter aiutare gli altri, di volerli "squotere" dal loro torpore, di poter manifestarmi per ciò che Sono e non per quel che appaio... ma tutto è frenato, ostacolato, so che "c'è quel che c'è" e questo lo devo accettare.
Non si può pensare di aiutar qualcuno che non vuole esser aiutato e prima di aiutar qualcuno dobbiamo aiutar noi stessi a liberarci dai lacci dell'esistenza...
In questa tensione mi sento a volte un po' un' aliena, isolata, folle...
Il titolo "metamorfosi" potrebbe esser il kafkiano ricordo dell'impossibilità d'agire senza sentirsi inevitabilmente diversi dalla massa.
Una cosa però me la ricorderò sempre: "anche nell'ombra c'è la luce", non dimenticatelo mai.