

Avendo in mente i "libri d'Artista" stavo cercando tra le bancarelle del mercatino delle pulci un libro che facesse al caso mio per poter contenere le immagini delle bolle scattate in precedenza...
Quando ho letto il titolo: "Le meraviglie del Microcosmo" di Marcel Roland, edizione Rizzoli, mi si è illuminata la lampadina!
Ho pensato che fosse il libro perfetto per quel che stavo cercando...
Abbinare le immagini di bolle viste in diapositiva al mondo microscopico mi sembrava sensato, leggendo qua e là frasi e paragrafi del libro notavo sempre più somiglianze e parallelismi.
Ho quindi pensato di evidenziare alcune frasi e tagliare pagine del libro per inserirci fotografie all'interno che avessero una relazione stretta con esse... ho stampato le foto su materiali diversi (carta da foto, carta normale, tela...) ho ritagliato ed incollato pagine e parti di foto, ho creato pieghe ecc... Il tutto è finalizzato a rendere più "artistico" ed interattivo l'intero lavoro...
Il libro in questo modo non è solo letto, ma si può vedere, toccare, riorganizzare in base alle proprie esigenze artistiche e comunicative.
Elemento fondamentale dell'esercizio è che ci sia una stretta relazione tra immagini e testo, il contenuto viene analizzato e reinterpretato secondo un proprio gusto personale.
Questo esercizio creativo può essere realizzato da tutti coloro che lo desiderano, prendendo spunto dal tema offerto dal libro in esame (che può essere di qualunque genere) e si può "variare" a piacimento non solo con la fotografia, ma anche con interventi di pittura, disegno, illustrazione, grafica, installazione ecc...
Concludo questo articolo citando la frase finale scritta nel libro di Roland che mi sembra particolarmente intensa e significativa: "noi che siamo gli spettatori di questo dramma della vita, della bellezza e della morte, cerchiamo almeno di comprenderne il significato in quanto ci tocca; la contemplazione dell'infinito ci da un consiglio di umiltà: ci situa al nostro vero posto, ci dice il valore, tutto relativo, del fenomeno umano del giuoco immenso della creazione. Ci ingiunge di fare semplicemente, con dignità ma senza vano orgoglio, il nostro mestiere di uomini".

6 commenti:
Quanta fantasia artistica Silvia.
io non riuscirei a mettere le mani su un libro...nessun libro, tra le mie mani, ha sentito penna, o ancor meno pennarelli, sulla propria cellulotica pelle stratificata.
mi sentirei male...
Andrea
In effetti l'idea di strappare, tagliare, colorare ed in generale modificare la struttura di un libro, inteso come atto creativo e comunicativo, può far un certo "effetto"... il libro viene spesso visto come oggetto sacro, inviolabile..., qui viene invece sottoposto ad una "interpretazione personale"...
I miei libri di scuola non son mai stati "puliti", dopo averli letti venivan subito sottolineati, si creavan parentesi, e poi brevi frasi per suddividere in paragrafi e sintetizzarne il contenuto... se invece eran già sottolineati potevan anche essere evidenziati, o sottolineati con simboli differenti... inoltre venivan riempiti di fogli con schemi o riassunti, biglietti adesivi ecc...
Lo so... son abbastanza analitica e poco sintetica... ma mi meraviglio sempre nei giovani d'oggi che lascian i libri senza sottolineature, cosa si ricorderanno?...
credo si possano trovare delle vie di mezzo, se la mira è mnemonica...ad esempio qualche cosa di meno indelebile e invasivo del pennarello o evidenziatori vari. Certo l'utilizzo della matita (fievole fievole) richiede uno sforzo in più...quello della sinestesia visiva...bisogna immaginare i colori e magari un foglio a parte dove realizzare qualche cosa di riassuntivo che possa essere più "stupefacente".
Dopo tanti anni comincio solo ora a capire qualche cosa (e dico qualche cosa) sui modi per ricordare. Se mi avessero addestrato da piccolo sarebbe stata altra solfa...invece la mia energia l'ho utilizzata in altre dispersioni (non del tutto inutili). In sostanza avrei faticato meno e credo raggiunto di più.
lateraldistrattamente Andrea
senza dubbio anch'io preferisco la matita rispetto all'evidenziatore o pennarello, ma in questo esercizio gli evidenziatori colorati li ho trovati "simpatici" perché l'idea era quella di riprendere all'incirca il colore delle fotografie incollate vicino al testo e creare quindi maggiore "armonia" nel tutto...
bhe, certo quello che hai proposto è differente da quello a cui mi riferivo che era semplice memorizzazione.
Comunque mi fa anche riflettere sul fatto che il l'atteggiamento quasi reverenziale nei confronti del libro (poi dipende da quanto mi sembri importante e ben svolto il tema) sia in sostanza un limite alla spinta artistica dato che mi avrebbe impedito di concepire una cosa analoga.
Al contrario osservando da un altro punto di vista, la fruizione e l'amore per un libro (inteso come opera e non come oggetto) potrebbe essere più piena se contemplasse un'intimità tale da spingere anche all'integrazione, più o meno artistica, come quella da te ideata.
Andrea
preciso solamente che non è una mia personale idea quella di "interagire con un libro", è solo un semplice esperimento che già molti prima di me han fatto, basta ricordare le avanguardie del Novecento oppure B. Munari, grande designer e genio del nostro secolo...
http://www.munart.org/
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